Se di norma nell’allenamento classico è la qualità dello stimolo (intensità, volume, densità) a determinare la risposta dell’organismo, con Plana il percorso si inverte e diventa importante elevare al massimo la sensibilità e la qualità della percezione, verso lo stimolo stesso al fine di renderlo efficace.
A questo scopo, è fondamentale far comprendere all’utente, permettendogli di avvicinarlo gradualmente, l’importanza del relax al quale deve giungere per ottimizzare gli effetti della seduta.
Si individuano due categorie di utente:
- l’utente relax dipendente, ossia un soggetto che si rilassa con facilità, avvezzo alle discipline olistiche, poco predisposto alle attività con elevato contenuto dinamico; per lui la predisposizione è un passaggio quasi spontaneo e facile da raggiungere.
- l’utente relax resistente, cioè un soggetto molto attivo, avvezzo alle attività dinamiche, con la mente sempre impegnata in progetti, obiettivi da raggiungere, nel motivare la sua esistenza e operatività cercando il perché delle cose, incapace di restare fermo per tempi relativamente lunghi; per lui rilassarsi è difficile se non impossibile o addirittura inutile.
In relazione al tipo di utenti potrebbe essere importante personalizzare la seduta o il programma per facilitare il relax nei soggetti resistenti.
All’atto pratico per predisporre gli utenti alla seduta sarà necessario far loro distinguere due operatività riguardanti il relax che dovranno poi convergere e interagire:
- la predisposizione meccanica o ATTEGGIAMENTO FISICO nel quale sono comprese due fasi importanti:
- l’accomodamento con il quale l’utente , attraverso qualsiasi strategia e supporto (cuscini, posizione dei pad, dei piani, ecc., cerca il massimo comfort possibile.
- il posizionamento: Vedi assetto posturale.
L’utente a questo punto “scansionerà” il proprio corpo per riconoscere e individuare zone in cui per motivi diversi (traumi, posture incoerenti, tensioni, dolore, ecc.) vi sia una sensazione di attivazione, contrazione, compressione a “protezione“ della parte in oggetto. Spesso queste sintomatologie si localizzano ad esempio sulla zona lombare, cervicale e spalle con sensazioni di restrizione, difficoltà o paura verso il movimento, scarsa vascolarizzazione e quindi superfici fredde al tatto. Predisporsi meccanicamente vuol dire quindi indurre questi sintomi verso il loro opposto, cercando di percepire la zona distendersi, guadagnare volume, espandersi, riscaldarsi percependone l’effetto “sfrigolio” dei fluidi (sangue-linfa) che circolano, fino a quasi una sensazione di torpore e pesantezza e disponibilità al movimento.
- la predisposizione mentale o ATTEGGIAMENTO MENTALE nel quale si avvicina ulteriormente il relax e si rinforzano gli obiettivi del punto precedente, cercando di:
– “essere liberi” da esperienze e ricordi che conducono a sensazioni percepite come spiacevoli, negative, non rilassanti (costrizione, ansia, paura, sofferenza, preoccupazione…)
-Sentirsi al sicuro, nel luogo ideale per prepararsi al riposo
-Evitare pensieri attivanti: non giudicarsi, non giudicare, non cercare una ragione a quello che si fa, non forzare le sensazioni ma lasciarle ”entrare” delicatamente con la massima disponibilità e fiducia senza classificarle, non forzare il tentativo di rilassarsi, avere pazienza e lasciarsi andare spontaneamente, non progettare o programmare alcunché, non qualificare i propri pensieri tra positivi o negativi, semplicemente farli fluire senza “etichettarli”; non controllare o resistere, non prevedere, non pensare
-Seguire e praticare le istruzioni dell’operatore fino a dove queste portano verso il relax e non al disagio abbandonandole quando diventano superflue o non permettono di andare incontro al relax
-Considerare l’esercizio al servizio delle sensazioni di benessere e non noi al servizio dell’esercizio
-Rendersi disponibili e sensibili all’acquisizione di qualsiasi stimolo anche molto blando e percepirlo senza giudicarlo ma solo classificandolo
possiamo riassumere i principi della predisposizione facendo un paragone che ci sia di aiuto nel creare i giusti modelli di atteggiamento.
l’atteggiamento con cui iniziare la seduta vorrebbe essere quello di:
- Uno Spettatore curioso: in questa prima fase il praticante alla stregua di uno spettatore che non conoscendo i contenuti dello spettacolo rimane in “curiosa attesa” pronto a farsi stupire da qualsiasi evento inaspettato e per questo “gradito” consapevolizzandosi sulla presenza di emozioni, stati d’animo e stimoli di varia natura dati da compiti da svolgere.
- Un attore: in questa seconda fase lo spettatore arricchito dalle esperienze di uno spettacolo “già visto”, ne diventa protagonista, cominciando a mettere in pratica i compiti assegnati ricavandone gli effetti conseguenti
- Un regista: in questa ultima fase quello che inizialmente era solo uno spettatore diventato poi attore ora e il regista (di se stesso) essendo in grado di governare totalmente la scena: mettendo in pratica i compiti assegnati (posizioni, movimenti, esercizi di respirazione, compiti e atteggiamenti mentali) nella modalità e con la personalizzazione necessaria a rendere gli stessi fruttuosi nel mantenere o elevare il relax, e il benessere generale
I PRINCIPI DELLA MINDFULLNESS
Chi conosce la mindfullness o anche chi vuole sperimentare un altro approccio, potrà condizionare la propria predisposizione attraverso i seguenti 7 principi:
Non giudizio = imparzialità = civetta🦉
La mente formula giudizi in continuazione: “mi piace”, “ non mi piace”, “che noia..!”.
Questo fa parte della nostra esperienza e ci aiuta a dirigere le nostre scelte quotidiane. Talvolta però diventa ingombrante e si trasforma in una sorta di giudice interno che ci dice come noi stessi, gli altri o le situazioni “devono o non devono essere”. Durante la meditazione ci concediamo la possibilità di osservare i nostri giudizi senza reprimerli, ma senza la necessità di dover re-agire in base ad essi.
Pazienza = pazienza = ragno 🕷️
La pazienza è una forma di saggezza.
Lasciamo che le cose possano accadere da sé, rispettando il loro tempo.
Meditare è come coltivare un fiore: ci occupiamo di creare le condizioni favorevoli alla crescita della pianta, ce ne prendiamo cura tutti i giorni e, praticando con pazienza, lasciamo che possa sbocciare quando giunge il momento.
Mente del Principiante = curiosità = 🐈
A volte diamo per scontato ció che è ordinario, vivendo come ovvio il quotidiano.
Così facendo, spesso, ci perdiamo la bellezza di godere delle piccole cose che ogni momento ci riserva. Meditando, coltiviamo una mente che possa riscoprire la meraviglia del “non sapere”, dei “dettagli” che passano in secondo piano durante le nostre giornate.
Fiducia = farfalla 🦋
Un po’ alla volta scopriamo che il maestro è già qui, dentro di noi.
Aprendoci con fiducia all’esperienza impariamo a creare spazio affinché le nostre qualità possano esprimersi.
Non-Sforzo = armonia = serpente 🐍
Se quando pratichiamo ci sforziamo di trarne qualcosa al nostro servizio, stiamo coltivando quello che facciamo sempre: combattere con la realtà per piegarla al nostro volere.
Il risultato è spesso un tentativo forzato di cambiamento che non ne rispetta i tempi. Proviamo a lasciare andare questa nostra tensione di fondo, questa ricerca affannosa.
Il cambiamento arriva proprio quando ci consentiamo di non cercarlo.
Accettazione = mucca 🐄
Accettare le cose così come sono significa smettere di affannarsi contro di esse.
Non si tratta di diventare passivi nei confronti dell’esperienza, quanto di permettersi di osservarla per come si presenta con maggiore chiarezza, anche nella sua imperfezione, per orientare con saggezza le nostre intenzioni future.
In questo modo non scappiamo dalla realtà, ma ci permettiamo di viverla con consapevolezza.
Lasciare andare = lucertola 🦎
Notiamo che spesso siamo travolti da una cascata di pensieri, emozioni e sensazioni del quale vorremmo disfarci quando non ci piacciono o cercare di trattenere il più possibile quando ci danno piacere.L’uomo, per natura, ha la tendenza a restare sotto il flusso costante della cascata di pensieri, emozioni e sensazioni che lo travolgono. Una meditazione rivolta all’osservazione di ciò che mi attraversa nel qui ed ora, permette di fare un passo indietro e di osservare ciò che mi sta accadendo senza subirne il colpo. Durante la pratica meditativa compiamo l’atto intenzionale di fare un passo indietro e osservare questo flusso scorrere di fronte a noi, come si guarda scorrere il getto di una cascata, come si osservano le immagini di un film proiettate al cinema. Lasciare andare significa lasciare essere.
MANTRA DELLA MINDFULLNESS
”Mi sento CURIOSO (come un gatto) nel gustarmi il luogo e il momento in cui sono, con la FIDUCIA (di una farfalla) a dar forza alla PAZIENZA (di un ragno) necessaria ad attendere con ARMONIA (come un serpente) ciò di cui bisogno, ACCETTANDO (come farebbe una mucca) che possa non corrispondere con ciò che mi aspetto, rimanendo IMPARZIALE (come una civetta) ai sui effetti, pronto a LASCIAR ANDARE (la coda della lucertola) per dare spazio a nuove opportunità.
Durante la seduta valorizzare e riaggiornare opportunamente, senza creare deterrenti ma con lo scopo di mantenere il relax, la predisposizione, la respirazione diaframmatica e l’assetto posturale e per lo stesso motivo liberarsi da qualsiasi posizione, esercizio, condizione che provochi disagio, fastidio, eccessiva tensione, difficoltà respiratoria, difficoltà nel controllo della postura, dolore, fatica o qualsiasi altro elemento che comprometta il relax stesso.
Vedi: RELAX E MEDITAZIONE